lunedì 12 febbraio 2018

Il Migliaccio di Carnevale






Il migliaccio è il dolce classico napoletano che viene preparato come tradizione il martedì di carnevale, ma è diffuso in tutta la Campania. Possiamo dirlo, qui al sud abbiamo veramente tante ricette per ogni occasione.
Il carnevale in particolare, è una festa che ha mille piatti nel ricettario, sia dolci che salati. Immancabile e la lasagna e poi le chiacchiere, ma ci vogliamo dimenticare delle graffe, delle castagnole, del sanguinaccio o del migliaccio?
Quest'anno ho voluto fare la brava blogger e prepararlo per la prima volta per tutti voi e anche per me. Prima di adesso questo dolce non mi attirava poi così tanto. 
Torniamo un pò indietro nel tempo: il migliaccio è un dolce molto povero,  considerato il dolce di fine inverno che veniva sfornato prima di Pasqua. Ha origine molto antiche, quasi medioevali e veniva preparato con la farina di miglio. Il suo profumo è molto particolare, ed è amato da tutti: grandi, ma soprattutto piccini. Pensate che ho scoperto che la mia amica, originaria della Russia, lo prepara spesso anche lei, aggiungendo però diversamente dalla nostra ricetta, il latte condensato. E' una torta morbida,  che prepara quasi sempre ed è la merenda preferita dei suoi bambini. Noi invece lo abbiamo riservato a questa festa cosi speciale, che oggi purtroppo regna sempre meno. 
Ricordo che all'età di 10 anni, questo era il periodo più bello, c'erano sempre tante feste in maschera a cui partecipare e tanti dolci da mangiare. Mia madre, negata in cucina da sempre, acquistava sempre chiacchiere e dolci vari dalle migliori pasticcerie, per non farmi fare brutte figure, mentre le altre mamme sfornavano di tutto e di più, ma non si può avere tutto dalla vita. 
Comunque la mia opinione su questo dolce è cambiata, mi è piaciuto coì tanto, che ne ho sfornati 3 e devo dire che la ricetta è davvero semplice e si prepara in poco tempo. Io da brava donna di fornelli ho aggiunto un mio tocco: le amarene. Credetemi se vi divo che è davvero speciale. 
Allora vi ho convinto?

giovedì 8 febbraio 2018

Vi Consiglio un Posto: Pastificio Gentile






Gragnano è un piccolo comune nella provincia di Napoli, famoso in tutto il mondo da un prodotto amato da tutti gli italiani e non solo: la pasta. Tra le produzioni di questo prodotto troviamo, proprio a Gragnano, alcune aziende che si inseriscono tra le eccellenze del panorama produttivo italiano, uno tra questi è sicuramente il Pastificio Gentile, che nella struttura della sua produzione è riuscito perfettamente a coniugare tecnologia e tradizione. Il Pastificio nasce nel 1876 quando lapasta si asciugava per strada, lungo la via storica dei pastifici di Gragnano, via Roma, grazie al marino, il vento che proveniva dai vicini golfi di Napoli e di Salerno; nel 1919 si rese necessario “meccanizzare” l’essiccatura della pasta, fu così che l’ingegnere Cirillo, di Torre Annunziata, inventò un metodo innovativo, che porta il suo nome, che permetteva di procedere nella produzione senza affidarsi completamente alla variabili metereologiche, il metodo consisteva in una ventola meccanica che distribuiva il calore creato da un braciere in un cassone di legno.

venerdì 2 febbraio 2018

Baccalà Con Crema di Ceci e Broccoli Neri





Per scrivervi al meglio questa ricetta, dovrei partire dal principio raccontandovi cosa è per me la famiglia, e come vivo il rapporto con la mia.
Invidio tantissimo le famiglie dei miei amici, quelle numerose, che si riuniscono per festeggiare qualsiasi occasione. Io purtroppo questa fortuna non ce l'ho, o meglio, non ce l'ho più.
Quando ero piccola, chi riuniva la mia famiglia durante le festività, era mio nonno Pasquale. Lui, oltre ad essere un uomo tutto d'un pezzo, era quello che utilizzava al meglio i fornelli. Lui amava riunirci tutti attorno al grande tavolo, ne eravamo circa 13-14, senza contare gli amici che ci raggiungevano dopo cena. Tanti ospiti per quella casa, ma il nonno ebbe un' idea geniale. Si fece fare una base di legno da porre sul tavolo per mangiare tutti insieme.
La mattina noi eravamo i primi ad arrivare, trovavamo i nonni già ai fornelli, tra ragù, pizze piene, carne al forno, contorni, era sempre una grande festa, anche se era semplicemente domenica. Io adoravo quei giorni tra chiacchiere, risate, giochi e tanto buon cibo. Poi un giorno tutto è cambiato. Nonno è andato via, la nonna ha lasciato quella casa con i tanti ricordi dentro, e si è trasferita in una più piccola, ma una parte di lei è andata via col nonno. 
Ci abbiamo provato ad organizzare quelle tavolate in famiglia, ma non è stato più nulla come prima. Oggi a ben 34 anni mi ritrovo spesso sola con i miei genitori e la cosa mi rattrista molto. Forse la voglia di convivialità e l'amore per la famiglia l'ho ereditata proprio dal nonno.
Vorrei tanto avere una famiglia ricca e unita, ma purtroppo le vicissitudini della vita, ci hanno portato poi ad allontanarci un pò, ma quanto tempo abbiamo veramente per stare con i nostri cari?
Oggi trascorro due feste con alcuni dei fratelli di papà: la vigilia di capodanno e il primo dell'anno.
E per la vigilia di Capodanno, per l'emozione di avere qualche parente in più a casa, ho voluto preparare qualcosa di speciale. A parte il classico aperitivo, bello ricco di tutti i piatti della nostra tradizione campana, un primo piatto di pesce, ho concluso la serata con un baccalà davvero speciale, cotto a bassa temperatura e servito con una crema di ceci e delle verdure salate. Io ho scelto i broccoli neri di Natale, ma potete tranquillamente usare delle cicorie o del cavolo nero.
Bando alle ciance adesso vi dico come prepararlo.


lunedì 15 gennaio 2018

Patate, Riso e Cozze



Tutti amiamo la nostra terra,  tutti adoriamo i piatti della tradizione a tal punto da sostenere che  che la cucina della propria regione sia la migliore. Sarà veramente così?
Ecco perché nasce Cuochi d’Italia: la seconda stagione in onda da oggi, dal lunedì al venerdì alle 19:40 su TV8.
Una sfida culinaria capitanata dallo Chef Alessandro Borghese. Al suo fianco, nel ruolo di giudici, gli Chef Cristiano Tomei e Gennaro Esposito.
I concorrenti sono 20 cuochi professionisti – provenienti ciascuno da una diversa regione del Belpaese – che a colpi di piatti tipici e ingredienti tradizionali si contendono il titolo di Miglior Cuoco Regionale d’Italia. I sapori regionali sono una delle principali ricchezze del nostro Paese: un connubio di materie prime, lavorazioni e ricette che rendono unico, dal punto di vista gastronomico, ogni angolo d’Italia.
Io e la mia amica e collega Elena, il suo blog è "se questo è un uovo" ,abbiamo deciso di sfidarci anche noi a colpi di mestoli preparando a vicenda due ricette speciali della nostra terra. IO preparerò Patate, riso e Cozze, piatto tipico Barese, mentre si cimenterà con un must della cucina napoletana. Ne vedremo delle belle, due regioni che si sfidano con due piatti molto tradizionali, chi vincerà?

lunedì 8 gennaio 2018

Vi Consiglio un Posto: Casa Vitiello





Uno dei motivi per cui amo il mio lavoro, ve l’ho detto più volte, riguarda le atmosfere familiari che il cibo è capace di ricreare intorno ad un tavolo, che sia composto da amici o da colleghi, o nella migliore delle ipotesi da entrambi così come è successo il 12 novembre, quando, invitata in qualità di food blogger, ho trascorso il mio pranzo domenicale presso Casa Vitiello per partecipare all’evento Fuochi e Forni. Si tratta del primo di una serie di appuntamenti in cui un Maestro Pizzaiolo, quale è Ciccio Vitiello, invita uno chef stellato ad esprimere la sua arte culinaria attraverso gli impasti delle sue pizze. Il primo chef a partecipare è stato Roy Caceres, stella michelin presso il Ristorante Metaforfosi a Roma, le portate sono state accompagnate dai cocktails pensati per l’occasione da Radici Clandestine, un piccolo bar nel centro storico di Caserta che si distingue per l’offerta e la qualità dei cocktails proposti.  

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