venerdì 17 aprile 2020

Taralli Sugna e Pepe




I taralli sono una di quelle ricette che mi fanno viaggiare nel tempo. Da piccola mio padre li comprava ogni sabato da un forno vicino casa, mi ricordo ancora il sapore. Io e mia sorella finivamo tutta la busta e ci rubavamo le mandorle a vicenda. 
In questi giorni, mi sto appassionando molto alla ricette della tradizione, leggo tantissimi libri che mi raccontano della nostra cucina. Sicuramente la ricetta dei taralli 'nzogna e pepe è una di quelle che fa parte della nostra storia.
Girando su internet, ho scoperto che la leggenda narra che i taralli nascevano come prodotto di recupero degli avanzi di pasta di pane: i fornai mischiavano questi pezzi di impasto lievitato con il “grasso dei poveri” ossia la sugna che è simile allo strutto e tanto pepe, e li cuocevano insieme al pane. I taralli così cotti poi venivano prelevati dai “tarallari” che chiudendoli in una cesta di vimini portata sulle spalle, facevano il giro della città e dei quartieri più poveri per poter saziare, a poco prezzo, la fame di chi non aveva niente. Solo nell'800 venne aggiunta la mandorla. 
Friabili e saporiti i taralli fanno gola un pò a tutti, soprattutto accompagnati da una bella birra ghiacciata o per chi come me ama il vino, un buon calice preferibilmente rosso.
Adesso li andiamo a preparare insieme, ma se non avete la sugna, desistete, parola di Ornella.



Ingredienti per 15 taralli:

  • 500 g di farina 00
  • 200 g di strutto
  • 1cucchiaino di sale 
  • 2 cucchiaini di pepe nero
  • 150 g di mandorle con la buccia 
  • 5 g di lievito di birra in polvere o 15 g di lievito di birra
  • 1/2   dita di acqua


Tostate le mandorle, tritatele grossolanamente a metà e tenetele tutte da parte. Mescolate il lievito di birra fresco con un cucchiaio di farina è un po’ d’acqua. Una volta ottenuto un panetto morbido, lasciate lievitare per mezz'ora. Se utilizzate il lievito di birra secco unitelo direttamente alla farina. Impastate la farina con lo strutto e le mandorle tritate, aggiungete il lievito e se servisse un po’ d’acqua per ottenere una massa lavorabile. Completate con il sale e il pepe. Formate dei cilindri di circa 1 cm e lunghi 20 cm, intrecciatelì a due a due e formate delle ciambelline che adagerete su una teglia rivestita da carta da forno. Infilate le mandorle intere e tostate nelle ciambelline, almeno quattro. Lasciatele  lievitare per circa due ore e mezza, poi infornate a 180° per circa 50-60 minuti fino a che non risulteranno ben dorate. Servite appena si raffreddano.

Buon Appetito 
Ornella

Fonte libro "La cucina di Napoli"
Lydia Capasso

Foto e ricetta di Ornella Buzzone














F T P I G

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